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Ho letto con molto piacere il libro di Cinto BusquetTra Oriente e Occidente.
Mi è parso di essere riuscito ad entrare nell'anima della sua profonda esperienza di vita. E' stato un grande dono poter scoprire, dal di dentro, le sue sfide, lo sforzo di essere sempre più 'nulla' per comprendere l'altro, l'altra cultura, la bellezza altrui.
Questo libro - ma più, direi, questa lettera personale, personalmente diretta a me - mi ha aiutato a scoprire, nella mia vita di tutti i giorni, di ogni persona che incontro, la sua bellezza, di ogni realtà, la dimensione più vera, la sua essenza.
In modo tutto speciale, ho letto con tanto interesse la sua 'scoperta' dell'amore di Dio, di questo Dio vicino, di questo Dio amico... come lui lo descrive, come lui lo presenta, come lui lo fa sentire. E come questa 'scoperta' si è sviluppata, tra prove e successi, da un confine all'altro di questo globo.
Sento di essermi avvicinato un pochino di più all'”uomo”, all'umanità di ogni persona, e quindi - un pochino di più - all' “Uomo”, Uomo-Dio.
Grazie, Cinto, di questo grande regalo!
Marco Desalvo (Chicago, Stati Uniti)
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Questo libro esprime il cammino di un uomo, un uomo che la vita porta a trovarsi a contatto con altre realtà e decide di fare nostra la sua esperienza nei diversi luoghi, culture, religioni e persone che incontra.
Il linguaggio utilizzato nella stesura è ampio, semplice: ci parla in prima persona e spesso ci mette a contatto con uomini e donne utilizzando i propri nomi come un po' a renderli parte della nostra vita, togliendo quasi distanze e tempi. Ci presenta inoltre, nei vari contesti, parole proprie del posto, spiegandocene il significato e non limitandosi alla traduzione nella nostra lingua.
Alcune parti del libro sono espresse come poesie, le frasi scorrono e noi ci troviamo a leggere, leggere, assaporare parola dopo parola, sentendole nostre e lasciandoci permeare da queste.
Questo viaggio tra luoghi e culture diverse è descritto nei particolari, tanto che ci sembra di sentire i profumi e l'atmosfera di quei momenti. Le parole sono di un cristiano aperto ad altre religioni di cui ce ne descrive linee di pensiero, spunti per maggiori approfondimenti da parte nostra.
Per noi è stato un libro molto utile: oltre a darci risposte su interrogativi che spesso ci ponevamo sulla nostra stessa religione, ci ha dato la conoscenza di altre religioni e ci ha presentato la comunione tra di esse: un Buddha che ci dice di liberarci dai desideri ci porta alla nostra esperienza di religione cristiana in cui il Signore ci parla di peccato, quel peccato che ci rende prigionieri e da cui Lui ci ha liberato .
Ci dona quindi conoscenza nuova, a noi già nota e resa più chiara, a noi sconosciuta e resa più comprensibile e vicina, ma soprattutto ci offre il dono della riflessione, su noi stessi, sulla nostra vita, su quella degli altri e soprattutto sulla bellezza dell'amore.
Marianna e Luca Colasanti (Roma)
Quando ho personalmente incontrato Cinto ho realizzato finalmente un sogno: giungere in Oriente. Beh, può sembrare eccessivo, pensando che lui è un catalano e che io non sono mai stato in Giappone. Ma la sensazione è questa e di più. Cinto non si è affrettato a parlarmi dei luoghi e delle sue conoscenze, come avrebbe fatto qualunque occidentale inebriato dall'esotico soggiorno prolungato. Pensate: abbiamo cominciato a parlare... della scrittura! Poche battute, in verità, mi hanno fatto comprendere che entrare in quel mondo per me fascinoso non era questione di annullamento delle distanze esteriori ma interiori. Prossimo alla pubblicazione anche in italiano, ho avuto la gioia di leggere in anteprima il suo libro. L'ho letto, come avrete capito, subito, avvinto dalla curiosità; tuttavia, sin dalle prime pagine Cinto richiede un altro tipo di lettura fatta di partecipazione, rispetto, ascolto, libertà liberata, semplicità di cuore, un freno deciso ai pregiudizi, insomma: ti invita a camminare lungo i viali della sua memoria per renderti partecipe dei suoi vissuti, rimescolati e continuamente rigenerati come fa il fondale marino durante le mareggiate. Nel loro genere, pochi libri hanno prodotto in me questa percezione: un colloquio profondo con un giovane uomo che tenta con tutte le forze di allargare i suoi orizzonti sul mondo che è sempre al-di-là-di-te, in "mezzo-a-noi" ma anche dentro-di-te. Il Giappone è solo uno di questi, quello più singolare, ma ci si accorge subito che in queste pagine ce ne sono tanti quante sono le persone che Cinto ha incontrato. Un macrocosmo, quello orientale, che vive di un'energia tutta spirituale e che è racchiusa in piccoli frammenti di vita vera, quella che ci racconta Cinto, anche se sofferta alle volte. Che sorpresa scoprire che ci sono anch'io. Sì, mi sono ritrovato in un dialogo che movendo le leve della mia libertà senza forzarle mi ha sospinto a ripensare o almeno a confrontarmi in modo vivo, fresco, all'altezza dei tempi. Cinto vuole solo trascorrere in modo autentico, senza filtri, un po' di tempo con te, osservare e riflettere ad alta voce di tutto ciò che è umano, lo stesso umano che è nel fondo di ogni anima a qualunque latitudine si trovi e nel quale ha fatto irruzione l'Infinito, l'Eterno. A questo Cinto punta, senza fretta. Alla fine non senti di aver ascoltato o letto soltanto un libricino stralciato magari da un diario, senti invece di aver "vissuto" qualcosa.
Vincenzo Di Pilato (Corato, Bari)
Penso che questo libro potrà molto aiutare persone che, in qualche modo e forse con non troppa profondità, già hanno un minimo di conoscenza e di esperienza di fede. Apprezzo molto lo stile semplice e comunicativo, che riesce a veicolare contenuti di spessore senza troppi giri di parole e senza inutili complicazioni, grazie alla forma data a quei contenuti: la condivisione di esperienze di vita.
Nella lettura mi sono lasciato piacevolmente guidare da Cinto e dagli itinerari che di pagina in pagina prepara e segue; itinerari che sanno unire la topografia dei luoghi con quella dell'anima, nell'affrontare temi che possono essere unificati a partire dall'unico intento che probabilmente aveva: quello di allestire una specie di "introduzione esperienziale al cristianesimo", nella quale illustrarne la realtà, a partire dai due pilastri costituiti, ad extra, dal confronto con le religioni e, ad intra, dal dono dei sacramenti. Una specie di mistagogia ecclesiale per il cristiano secolarizzato ma non disattento, veicolata dalla sua personalissima esperienza con Gesù, incontrato attraverso il canale del Movimento dei Focolari. E devo dire che proprio il suo modo di affrontare quei due temi portanti (le religioni e i sacramenti), mi ha particolarmente coinvolto e arricchito.
Spero che le poche righe che ho scritto, riescano almeno un po' a rendere giustizia di quello che considero un tentativo riuscito di divulgazione teologica, realizzato attraverso quello che è forse l'unico modo per poter oggi parlare di Dio (teologia), con l'aspettativa che qualcuno ascolti: attraverso quelle ragioni del cuore nelle quali verità e amore siano finalmente un'unica cosa.
Fabio Di Palma (Crotone, Calabria) |
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