Tra Oriente, e Occidente TRA ORIENTE E OCCIDENTE
alla ricerca di un senso


Cinto Busquet
Prefazione

Questo libro punta in alto. Anela a parlare di cose come il mondo, l'umanità, il senso religioso. Ora, i filosofi sanno che queste categorie richiedono la capacità di cogliere il nesso profondo fra l'uno e il molteplice. Di fatto, di fronte alla loro astratta unità siamo consci che esse si esprimono in modo plurale e vario. Se questo mette in difficoltà la ragione che vorrebbe tutto analizzare, se insidia l'esperienza sensibile che vorrebbe procedere per misurazioni, esso è tuttavia risolto dall'anima che ama.

Il soggetto protagonista di questo libro è l'anima. Innanzitutto è l'anima di Cinto Busquet, l'autore, focolarino, sacerdote di origini catalane trapiantato in Estremo Oriente. Ma nella sua esperienza si ravvisa pure quel principio vitale generale dell'uomo, quel “soffio” aperto a Dio, che rende l'anima sorgente spirituale protesa nell'amore verso i fratelli. Viaggiare dentro l'uomo e fuori di lui - nelle culture e nelle società - significa muovere da questo punto di partenza universale. Le tappe intermedie del viaggio sono l'identità e l'appartenenza, la cultura e i valori, i simboli e le credenze: ma raccolte nell'unica visione dell'anima che desidera amare, non esistono per creare artificiali confini, o per produrre inutili steccati. L'autore vive il senso dell'unità della famiglia umana, non come un ideale vago e utopico, ma come forza storica e spirituale che può abbattere le distinzioni di nazionalità, di cultura, di lingua, nel loro carattere negativo di conflittualità, per essere poi riattivate nella reciprocità in cui, in modi diversi, possono farsi uno. Cinto narra bene questa esperienza quando ricorda che - catapultato nel mondo giapponese - si propose, innanzitutto, di rinunciare il più possibile alla sua identità catalana, per tentare d'integrarsi, quasi confondersi, pienamente nel tessuto sociale e culturale nipponico, al fine di diventare dono totale alle persone verso le quali si sarebbe rivolto. E poi, scoprì che il suo essere europeo poteva diventare un modo per stabilire un ponte che avrebbe potuto facilitare il dialogo e, in molti casi, la comunione. L'autore ci dimostra che la conclamata incertezza del confronto culturale, prodotta dal centrismo antropologico e denunciata a vari livelli dalla letteratura odierna, è soprattutto una insufficiente capacità di leggere nel divenire dell'uomo quel disegno d'unità che affiora fra le pieghe della storia, fra i mille rivoli di un vissuto che riesce a dialogare nei piccoli gesti di una quotidianità ordinaria. Così, meditare tra l'altro sugl'insegnamenti del Buddha, armonizzandoli con la propria coscienza cristiana, diventa straordinariamente “normale”. Recuperare quanto di vero e santo c'è negli altri sistemi spirituali e religiosi non è solo un'esortazione dottrinale della Chiesa Cattolica, ma un'esperienza che si traduce in vita di tutti i giorni e in un progetto di evangelizzazione. Significa toccare con mano che i semi del Verbo sono disseminati in terreni diversi e costituiscono i pilastri sui quali fondare la comune appartenenza alla fraternità universale. Per tale via, da Girona a Tokyo, da Nagasaki alle Filippine, dal Tuscolo a Augsburg, in Cinto Busquet Gesù è il compimento dell'anelito di tutte le religioni e di tutte le spiritualità, secondo percorsi e simboli via via sempre diversi e plurali, in grado d'indicare la totalità della sua presenza.

Di solito, si dice - e si ritiene - che l'azione del Cristo e del suo Spirito è già misteriosamente presente in coloro che con sincerità e buona volontà vivono i precetti d'amore di altre visioni religiose. Cinto dimostra che questo mistero si svela giorno per giorno, incalzato dall'amore radicale a Gesù crocefisso e abbandonato, via, verità e vita che deflagra per investire con la sua esplosione tutta l'umanità alle prese con i dolori e le sofferenze quotidiane. Non a caso, soprattutto di fronte alla morte, alle malattie, alle tragedie perpetrate contro il genere umano, Cinto Busquet ha scritto - in questo libro - alcune fra le pagine più belle della sua esperienza di rapporto con i grandi interrogativi sulle religioni, il senso della vita e della morte, il Trascendente, la natura umana.

Ne emerge un quadro in cui incarnazione e inculturazione sembrano rinviare quasi a un medesimo processo. A tal punto che il dialogo fra le culture e le religioni puntella una nuova catechesi, nella quale c'è spazio per tornare a riflettere sulla bellezza attuale dei voti di povertà, obbedienza e castità, e nella quale anche i sacramenti diventano - così come li coglie Cinto Busquet - la linfa vitale che ci sostiene nel nostro “santo viaggio” della vita.

Quella di Cinto è una vera e propria comunione d'anima. L'ennesimo sforzo che l'autore fa per donare tutto se stesso, stavolta al lettore.

Alberto Lo Presti
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